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Italia-Croazia:
Santoni e scongiuri
Di Carlo Di Stanislao
Sia Bilic che Prandelli
considerano la partita di giovedì “la chiave” del girone ed il
primo, che ha dichiarato di apprezzare molto il gioco degli azzurri,
ha anche acconsentito, cosa che è nella tradizione croata ed in
quella calcistica più in generale, che la sua squadra fosse
“visitata” da un santone: Zlatko Sudac, 41enne con stigmate ed
il segno della croce inciso sulla fronte, definito il 'Padre Pio'
dell'isola di Mali Losinji, davanti a Rijeka, studiato anche in
Italia, naturalmente al Policlinico Gemelli.
La Croazia del calcio
pensa che il suo aiuto possa servire ed oltre a benedire i giocatori,
hanno spedito Sudac in Polonia, terra di quel Karol Wojtyla di cui
proprio il ct croato Bilic tiene un'immagine in tasca (e per questo
si è guadagnato le simpatie di tutti i polacchi), insieme ad una
catenina presa a Lourdes.
Ieri la Croazia ha avuto
la meglio sulla “cristianissima” Irlanda di Trapattoni, con tanto
di bacio sulla bocca a Bilic, da parte di un tifoso che, a fine
partita, è riuscito ad entrare sul campo evitando il 'placcaggio'
degli steward.
E la cabala e gli amuleti
non c’entrano, dal momento che la Croazia si è mostrata squadra
dalle grandi geometrie, con gente quadrata e dura, com’è
nell’indole di un popolo dalla storia travagliata, che anche nel
calcio vive profonde fratture, ma che ha fatto della bandiera a
scacchi della divisa, il “là” per sprintare, piuttosto che
l'obiettivo da raggiungere.
L'ambizione è la sua
forza e con questa e l’eccellente regia di Luka Modric, ha
annichilito, con orchestra e muscoli, una pur coriacea Irlanda.
Sicché Prandelli fa bene
a temerla, definendola capace di ogni sorpresa.
Giovedì alle 18 a
Poznan, in Polonia, con la direzione dell’inglese Howard Web, gli
azzurri dovranno mostrarsi al meglio delle proprie capacità, sia in
termini di concentrazione che di gioco, per superare l’ostacolo e
proiettarsi con fiducia verso il proseguio del cammino europeo.
Non sarà semplice e per
questo, il ct nelle ultime ore sta “mescolando le carte”, proprio
per non dar punti di riferimento agli avversari, programmando per la
giornata odierna un allenamento a porte chiuse in mattinata ed alle
17 seduta aperta ai giornalisti solo per la prima mezz’ora, mentre
in seguito il lavoro tattico è stato lindato.
Accorgimenti mirati anche
a tenere alta l’attenzione del gruppo, perchè – nonostante il
buon esordio – nulla è ancora scontato.
In termini di uomini in
campo, potrebbe esserci un avvicendamento dal primo minuto fra
Balotelli e Di Natale,
considerando che Totò ha avuto un impatto eccellente
sulla gara, segnando il gol del vantaggio con la Spagna.
Il cambio, però, non
sarebbe condizionato dall’errore di Mario nel match contro la
Spagna quando, solo di fronte a Casillas, si è fatto recuperare da
Sergio Ramos, anche se – secondo il ct - Mario
Balotelli potrebbe accusare un po’ di pressione e
di responsabilità di troppo.
Tenere fuori “superMario”
(il terzo in Italia, dopo Draghi e Monti) sarebbe una bocciatura
prematura.
Sicchè Prandelli pare
intenzionato a dargli un'altra chance.
Con la Spagna Balotelli
ha deluso. E non solo per il clamoroso gol che si è mangiato.
L'ammonizione (inutile) che ha rimediato e quel suo essere (troppo)
indolente in campo non hanno bene impressionato. P
erò l'attaccante del
Manchester City ha caratteristiche fisiche e tecniche importanti per
gli azzurri ed è difficile che Prandelli voglia rinunciarvi. Almeno
per ora, anche in considerazione del fatto che Cassano non è al
massimo della forma, anche se contro la Spagna ha giocato una buona
partita.
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