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Finalmente domenica
Di Carlo Di Stanislao
Riscattarsi sul campo a
partire dal primo, difficile incontro con la Spagna, domenica 10, con
inizio alle 18.
E’ questo il sogno
della nazionale Italiana di calcio, inserita in un girone di ferro,
con avversari molto forti e con un numero di problemi infinitamente
minori dei nostri.
Siamo nel pieno
dell’ennesimo scandalo del calcio scommesse, con coinvolgimento
diretto di alcuni Azzurri; il mister Prandelli ha escluso, fra mille
polemiche e all'ultimo istante, il difensore Domenico Criscito,
giocatore che milita in Russia con lo Zenit San Pietroburgo, non
facendo altrettanto con Leonardo Bonucci, difensore della Juventus.
Alcuni giocatori hanno
problemi fisici e, come si è visto con l’amichevole contro la
Russia, la squadra non gira o lo fa a “tre cilindri”.
Il fatto è, pensano in
molti, che i miracoli riescono raramente e che la situazione del
nostro calcio è davvero povera, sia di talenti che di idee.
E quasi tutti i
giornalisti stanno con fiato sospeso, in attesa del debutto di
domenica contro la Spagna campione del Mondo e d'Europa, perchè la
nostra difesa ha dimostrato, nelle ultime tre amichevoli, di
lasciare molto a desiderare, l’insieme ha perso gran parte della
propria sicurezza e lo stesso allenatore ha idee molto confuse.
Meglio allora puntare su
sport minori e meno inquinati, come la mountain bike, dove il 7
scorso, nella prova inaugurale del team relay, la squadra azzurra ha
conquistato una splendida vittoria, con Michele Casagrande, Gioele
Bertolini, Eva Lechner e Luca Braidot, a regalare alla Nazione la
medaglia d’oro e il titolo europeo della specialità a squadre.
Ma forse, domenica,
qualche soddisfazione comincerà ad arrivare anche dal calcio.
Va riconosciuto a
Prandelli di essere riuscito in una vera impresa: essere riuscito,
dopo il Sudafrica, la peggiore prestazione italiana di sempre, a
portare la squadra agli europei.
Quando due anni fa gli
azzurri tornarono frastornati dalla pessima spedizione di
Johannesburg, Buffon fu esplicito: qualificarci per l'Europeo sarà
un’impresa.
Sembrava l’anno zero, e
non si sapeva da dove ricominciare. A tempo di record, il
commissario tecnico dal volto umano ha rimesso in piedi una nazionale
degna di questo nome.
Se poi avrà successo in
Polonia e Ucraina, nel campionato del mondo più ricco di sempre, con
i suoi 1,355 miliardi di euro di incassi, provenienti per l'84%
dalla commercializzazione dei diritti media e dalle attività
commerciali, questo è un altro discorso.
Alla soglia del suo primo
Europeo, il ct azzurro arriva, come detto, con parecchi dubbi.
L'idea di partenza era
quella del 4-3-3, subito trasformato in una formula tattica che
privilegia il centrocampo.
Cassano e Balotelli, i
due talenti del calcio italiano, non davano evidentemente garanzie
sufficienti, né' all'orizzonte si imponeva- già nei mesi scorsi -
un centravanti titolare.
Così l’Italia ha
virato verso il centrocampo dei ‘piedi buoni’, Pirlo, Montolivo,
De Rossi, Thiago Motta: tutti insieme a fare una girandola, per
mischiare corsa, tecnica e visione di gioco. Con davanti due
attaccanti piccoli che dovranno faticare non poco.
Inoltre, dopo gli
avvenimenti degli ultimi giorni, De Rossi si è perso per strada,
fermato da un infortunio, Cassano arriva all’Europeo per miracolo e
con poche partite nella gambe e Balotelli mischia talento e
sregolatezza.
Dicono i giornalisti
sportivi che la Nazionale, in fondo, è un “ blocco Juve” -
uomini e spirito -, una formula che in passato ha spesso portato
fortuna ai colori azzurri. Di Natale ci riprova, dopo due Europei
flop e questo non può che giovarci Certo Balotelli è e resta una
incognita ma, al solito, non sarà un singolo uomo a fare la
differenza.
Cesare Prandelli, oltre
ad aver introdotto in Nazionale il codice etico dei calciatori, è
l’autore – in tempi non sospetti- del libro “Il
calcio fa bene”, edito da Giunti, dove, di pagina
in pagina, traccia una rotta per un calcio migliore, fatto di
sacrificio e passione, sano agonismo e senso del gruppo.
“Il codice etico in un
Paese normale, in una squadra normale esiste a sempre. Forse noi, nel
tempo, lo avevamo perso ed era giusto recuperarlo”, scriveva
Prandelli in quel libro che, speriamo, abbiano letto tutti i
convocati.
Nel girone C ci sono,
oltre all’Italia e alla Spagna che domani si affronteranno a
Danzica, la Repubblica d'Irlanda, allenata da Giovanni Trapattoni e
la Croazia.
Squadre, a parte la
prima, non eccezionali e certo alla nostra portata, con cui possiamo
giocarcela alla pari.
E, in fondo, anche i più
polemici, sperano, nel più profondo del cuore, che finalmente,
domenica, venga fuori tutto l'orgoglio italiano, quello che ci ha
consentito di fare bene nei mitici Mondiali del 1982 e in quelli del
2006, quando ci trovammo in una situazione difficile, che ribaltammo
giocando.
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