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Quale Italia futura ?
Di Carlo Di Stanislao
Secondo Stefano Folli c’è
una parte considerevole di italiani, quelli che alle ultime
amministrative si sono astenuti, che non vogliono credere nella
sinistra e non credono più nella destra, né come Pdl né come
“Terzo Polo” e sono pertanto orfani in attesa di una risposta
politica. Orfani molto determinati e voluminosi, che potrebbero
costituire un blocco centrale nel panorama futuro della nostra
nazione.
Questi italiani, che
sebbene a denti stretti e nonostante i sacrifici, assegnano un 40%
ancora di preferenze al governo Minti, sono pronti ad essere
intercettati da un movimento che esprima serietà riformista e ferme
convinzioni liberali, senza scatti populisti né disregolati climi
economici.
Se è detto molte volte
che questo ipotetico ma già robustissimo raggruppamento avrebbe come
leader ideale Luca Cordero di Montezemolo che, con Italiafutura, ha
realizzato, per ora, una associazione capace di esprimere le idee di
una destra illuminata che è sempre stata nel dna della nostra
Nazione.
Ora pare che, dopo molti
dinieghi, la possibilità vi sia, perché è di oggi la sua
dichiarazione, al Corriere della Sera, secondo cui “Italiafutura
potrebbe anche diventare nei prossimi mesi un movimento politico a
tutti gli effetti e presentarsi alle elezioni del 2013”.
"Questa svolta- ha
detto Montezemolo- la discuteremo insieme alle tante persone che
sono parte attiva dell'associazione e che dovrebbero fare la scelta,
non facile, di mettersi in gioco intraprendendo un nuovo percorso di
vita". Ed aggiunto “in quella sede discuteremo anche di
leadership", facendo intendere, ma è facile credere per un
intuibile gioco solo tattico, che lui potrebbe anche non essere il
candidato.
"Su questo punto
voglio essere ancora una volta molto chiaro - spiega l'ex presidente
di Confindustria - non ho mai pensato che un mio eventuale ingresso
in politica possa fare alcuna significativa differenza per il Paese.
La situazione dell'Italia
e' tale da richiedere il passo in avanti di una nuova classe
dirigente e forse di una nuova generazione (visto il disastro
combinato dalla nostra), non di questo o di quel presunto superuomo.
Quel che posso dire con certezza già oggi e' che, se Italiafutura
deciderà di presentarsi alle elezioni, lo farà rispettando i propri
valori e le aspettative di profondo e autentico rinnovamento di chi
vi ha preso parte".
Già molti giornali
scrivono che è proprio Montezemolo “l’unica alternativa dei
moderati”, mentre ritorna alla mente l’editoriale, appena prima
del ballottaggio, di Pierluigi Battista, sempre sul Corsera,
significativamente intitolato: “Italia Futura è un Partito?
Forse meglio dirlo ora”.
Ragiona Battista dicendo,
da gran saggio quale è sempre stato, che il voto amministrativo ha
messo in mostra uno scenario di rovine: lo squagliamento del Pdl
de-berlusconizzato, il disastro della Lega, l'inconsistenza del Terzo
polo, lo sbandamento acefalo del Pd, l'appannamento della
“narrazione” vendoliana, il dipietrismo messo in ginocchio dalla
trionfale concorrenza grillina, la crescita vertiginosa
dell'elettorato che si astiene, tra lo smarrimento, la paura e,
talvolta, il disgusto.
I partiti che già ci
sono non hanno più molto tempo per dimostrare all'elettorato di
essere credibili e affidabili.
E per quelli nuovi, o in
via di formazione, incombono scadenze oramai troppo ravvicinate per
lasciare tutto nel vago, lasciando che corrano le voci, ma senza mai
compiere una scelta definitiva.
Ora urge, ad appena 12
mesi da elezioni politiche vitali, che nessuno ponga dei forse e che
tutti gli interessati siano chiari nei propositi e nelle strategie
che intendono perseguire.
Occorre quindi che
Montezemolo sia ancora più netto e più chiaro, sciolga
definitivamente ogni riserva e dica in modo aperto con quale
programma pensa di incidere su un elettorato ormai deluso e impaurito
e costruire l'”Italia Futura”.
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